Domenica

Se mi segui su instagram saprai che ho deciso di scrivere di domenica, e che oggi ero a Firenze.

Se non lo sai, partiamo da capo: mi chiamo Angela, sono una fotografa, sono già abbastanza grande per definirmi ancora una sognatrice, anche se in fondo non ho mai smesso.

E oggi, girovagando per le vie secondarie di Firenze, mi sono detta che se questa “rubrica” deve avere un giorno fisso quel giorno non può che essere la domenica. E di sera, possibilmente.

Perché tra tutti i giorni della settimana la domenica è quella che mi viene più difficile incasellare in qualcosa, legare a qualcosa, è un giorno vivo che vive di attesa, quella della settimana che verrà, ma con addosso il peso dei giorni trascorsi.

E’ come se fosse un giorno a metà, forse il più difficile nel quale dedicarsi alla difficilissima pratica del “qui ed ora” .

Oggi, di domenica, si rivive di ricordi e di speranze, siamo già preoccupati di cosa dovremo affrontare il lunedì mattina e lasciamo che questa giornata scorra via come un rigagnolo d’acqua che non ha ancora trovato il suo corso, ma che comunque corre, lasciandoci spesso con addosso la sensazione che anche questa domenica sia passata troppo in fretta.

Oggi, come dicevo, sono stata a Firenze, per due motivi: il primo era incontrarmi a metà strada con un’amica speciale che abita purtroppo lontana da me, e la seconda era per immergermi nella mostra di Olafur Eliasson, un viaggio fatto di colori in una dimensione completamente immersiva che ci ha lasciato piacevolmente colpite.

Abbiamo spesso percorso le strade secondarie, distanti dalla folla e dai negozi, perché anche la stessa passeggiata fosse qualcosa di immersivo e vero.

E niente, quando passeggio nelle città d’arte, nelle città storiche mi avvolge un senso di meraviglia difficile da scrivere, da dire. In certi momenti mi sento parte di un tutto immenso, come se mi sentissi piccolissima ma al tempo stesso non spaventata, non schiacciata da tutta questa bellezza. “Avvolta” penso sia il termine giusto, si.

Anche il meteo oggi ci ha graziate: solo una lieve pioggia mentre stavamo entrando con il treno in stazione, e poi d’improvviso il cielo quasi completamente scoperto, nonostante un freddo gelido. Inoltre siamo riuscite finalmente a goderci con il giusto tempo il bellissimo negozio di vintage Melrose.

Un negozio da sogno, pieno di chicche uniche, pieno di storia anch’esso, pieno di vita racchiusa in quegli abiti che appartenevano chissà a chi. Il personale poi era delizioso, di una gentilezza rara.

E cosi in questa domenica di passaggio tra un impegno e l’altro abbiamo costruito altri ricordi preziosi, semplici e ricchissimi allo stesso tempo.

Un panino (rigorosamente veg) , un caffè, quattro chiacchiere, un libro in libreria e tanti pensieri sparsi che ora si affannano a trovare il loro posto in un sonno che spero arrivi presto.

Punto la sveglia presto, mi preparo per domani (avrò le ultime due lezioni a scuola e poi comincio con lo stage) e ti ringrazio di avermi letto fino a qui.

Fammi sapere se lo hai letto, cosa ne pensi, dammi un segno se puoi e vuoi.

Ti saluto e ti auguro di passare in felicità tutte le domeniche della tua vita.

Angela

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